martedì 10 maggio 2016

Braccialetti della malasuerte

Martedì, 10 Maggio 2016
19:39

Cara Elisa,





Circa tre settimane fa’, un ragazzo di colore si avvicina al nostro tavolo in un pub, si offre di venderci i suoi ahimè inutili gingilli. Tutti dicono di no, c’è chi più bruscamente di altri, e il tipo, sconsolato, decide di lasciare lo stesso questi tre cosi li sul tavolo. Io dopo un po’ li raccolgo (per rispetto del tizio che ce li aveva regalati, non per usarli ovviamente, non ho più 13 anni) e tutti mi dicono “Fermo! Portano sfiga sti cosi, specialmente se non li hai pagati!” Io rido e per dispetto me li intasco con atteggiamento “fuck the police”. In tre settimane sono stato lasciato, mi è caduto il telefono di nuovo e si è rotto ancora di più, i treni fanno sempre più ritardo e ho praticamente smarrito 80 euro.

Dopo questa premessa ti informo che tagliando i dannati braccialetti mi sono tagliato. 

Stamattina è stata devastante. Ho sognato quello che è diventato sostanzialmente un sogno ricorrente. Ma stavolta era super dettagliato e sembrava cosi vero…  mi sono svegliato con gli spettri sulle spalle tipo anime giapponese. Sono andato a fare la supercamminata con Sara. Il ritmo lo abbiamo un po’ sveltito e abbiamo fatto più strada. Tra un paio di settimane, andando avanti cosi, potrò rimettermi i pantaloni bianchi (che poi sono pure brutti, hanno un taglio fuori moda, ma per principio almeno una volta me li devo mettere.)


Di pomeriggio Photoshop e compagnia bella. Appena finisco il minisito pubblico qualche foto. Intanto posso farti vedere qualche paginetta della brochure della scuola.
























(Ho provato a sistemare le immagini in maniera comprensibile ma niente, le spapocchia lungo la pagina senza criterio, ad ogni modo vanno quasi tutte a coppie, lo riconosci dal numero di pagina)

E via cosi, E' tutto in coordinato, perciò le altre sono uguali. Sai che non sono esibizionista, ma come ho scritto ieri non voglio che pensi, nemmeno per sbaglio, che io non stia facendo qualcosa di bello, qualcosa di vero, che in futuro mi porterà, spero, a fare di questa passione una base per la vita.


Tuo Marzio.


Per un momento ho sperato che saresti corsa indietro a fermarmi, sotto quel ponte, e io ti avrei detto "Ti amo" ancora una volta.

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