mercoledì 4 maggio 2016

Caro Diario.

Mercoledì, 4 maggio 2016
22:32

Cara Elisa,

Oggi è stata la giornata più brutta della mia vita. Si ok, tecnicamente lo è stata sabato scorso ma oggi ho capito che non c'è più niente che io possa fare, il che peggiora tutto. Ho pensato a quello che mi hai detto, al fatto che non sai più cosa provi e vuoi stare da sola, e ho capito che era questa la cosa di cui più avevo paura: perdere il tuo amore.

Ma tu non perderai il mio.

So che è inutile, magari nemmeno leggerai queste pagine, ma io continuerò a scriverle, solo per te. Ho pensato che lasciarti il tuo spazio ti avrebbe aiutata, ma poi ho pensato che ti avrebbe anche allontanato ancora di più. E non posso permetterlo senza fare niente di niente. Voglio dimostrarti chi sono. Ma come fare qualcosa senza violare i tuoi termini?
Non voglio costringerti a stare con me, per questo scelgo questo mezzo (avevo pensato dapprima di scrivere tutto su carta e spedire, ma non ci sarebbe stato l'ogni giorno e in più sarebbe stata una forzatura, invece cosi decidi tu se venire a leggere o meno e io non invado il tuo spazio). Spero che una piccola parte di te mi ami ancora e che trovi interesse a leggere queste righe. Ci sarà una nuova pagina ogni sera. Solo per te e me, per mantenerci vivi insieme... almeno in una mia fantasia.

Oggi, dicevo, è stato il giorno più brutto della mia vita. Mi sono alzato alle 5 e mezzo... ho controllato il telefono qualora Annalisa o le altre mi avessero risposto, ma nada purtroppo (e ho continuato a farlo fino a mezzogiorno poter organizzare una sorpresa migliore all'ultimo minuto). Ho raccolto tutto e sono partito. Niente puntate o film scaricati, niente giochi, solo un libro per il viaggio... sapevo che non avrei avuto energie nemmeno per quello, infatti ho letto solo un capitolo. Il resto del tempo? Buio totale. Non avevo idea di come avresti reagito nel vedermi, se mi avresti odiato o se mi fossi saltata la collo. Nessuno dei due (per fortuna e purtroppo). Ero dentro la stazione, ansioso come al primo appuntamento, con i fiori in mano che mi hanno fatto compagnia tutto il tempo e non mi sono morti per fortuna!

Poi sei arrivata e ho avuto un tuffo al cuore. Dopo quattro giorni il grosso magone, il grosso peso sul cuore finalmente se ne andavano e c'era solo il tuo bel viso (così corrucciato...).
Bene, calma e sangue freddo! Ora devo giocarmi tutto, ho pensato.
Ho provato a trasmetterti il mio amore, il mio cambiamento, ma non ci sono riuscito. Come non ci sono mai riuscito del resto, idiota.
E poi ci siamo salutati... Elisa non sono mai stato cosi male in tutta la mia vita te lo giuro. Sentire il tuo profumo, stringerti per l'ultima volta... non si può descrivere la desolazione, il vuoto, il dolore... no, sono tutti termini banali.
Per un momento ho sperato che saresti corsa indietro a fermarmi, sotto quel ponte, e io ti avrei detto "Ti amo" ancora una volta.

Il primo contatto umano l'ho avuto con la donnina di Italo, è stata molto gentile ma abbastanza inutile, pazienza. Parto da Padova alle 16:28, perfetto. Ammetto che stare due ore li, a pochissimo da te, è stato peggio dei due viaggi messi insieme.
Il viaggio in extra large è stato molto meno comodo di quanto si possa pensare! La poltrona era inclinata, se volevo stare seduto composto scivolavo in avanti! In più c'era un bambino che strillava e picchiava le mani sul vetro e uno che è stato in piedi di fianco a me a guardare Matrix per almeno venti minuti (ero con le cuffie, contento lui...). Purtroppo guardare il film è servito a poco: il mio animo malinconico mi spingeva a guardare fuori, il panorama, i prati, gli alberi lontani, le frasche più vicine che sfrecciavano, il sole rosso che mi colpiva... e pensavo a te. Arrivo a Termini e scopro che ho perso la coincidenza per un minuto, e ora devo aspettare fino alle 21 per il prossimo regionale. Quando una giornata comincia male, finisce peggio. Nello sporco giaciglio tra le due colonne della banchina tra il binario 6 e 7 (che freddo che faceva poi!) partorisco questa idea e comincio a scrivere. Poi il regionale arriva e posso tornare a casa. La prima cosa che faccio e abbracciare mia madre. Poi ci provo con la gatta ma ti lascio immaginare come è andata a finire. Adesso sono qui che edito tutto, uploado e vado a dormire. Sinceramente non so come farò, proverò a distarmi con quella schifezza di Arrow, ma di sicuro penserò a te, tutto il tempo. Penserò a quanto mi manchi, a quanto sono stato fortunato nel conoscerti, a quando sono stato idiota nel perderti. Ti amo.



Per un momento ho sperato che saresti corsa indietro a fermarmi, sotto quel ponte, e io ti avrei detto "Ti amo" ancora una volta.

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